C7 - REAL BARONA - NEW TEAM: Le pagelle Torna alla pagina precedente
New Team esultano dopo la vittoria contro Real BaronaChiedo scusa da subito per i voti altissimi, ma la partita di ieri è destinata ad entrare nella storia, qualcosa di epico, di indimenticabile, come la rimonta del Liverpool ad Instabul, più della leggendaria semifinale europea tra Italia e Olanda.. non potevo pertanto difettare di generosità, anzi i voti sono veritieri senza se e senza ma

Leone Gianluca 9,5: Serata magica per il numero 1 del lago di Como che salva il risultato in più di un’occasione con parate ed interventi a dir poco miracolosi. Da rimarcare in modo particolare la perfetta scelta di tempo nell’uscita abbinata ad un riflesso da giaguaro con cui il Leone blu della New Team respinge il pallone calciato dall’aitante centravanti avversario al termine di un contropiede da manuale del Real Barona che avrebbe potuto appore la pietra tombale sui sogni della compagine di Mister Parola. Sorprende in particolare la precisione del Jocker nelle uscite con la quale regala ai compagni della retroguardia una sicurezza nei propri mezzi che col passare dei minuti diventa sempre più consapevolezza di poter raggiungere la posta piena. Bellissimi inoltri alcuni interventi a mano aperta che denotano la crescita costante dell’ottimo Gianluca, sempre più una certezza tra i gelidi pali delle porte di Piazza Tirana.

Margarone Michele 9:
Grande partita del Prof che, dopo estenuanti trattative con la propria “zita”, giunge al campo con una grinta da leone abbinata ad una concentrazione da scienziato consumato ed una condizione fisica completamente ritrovata. Preciso in marcatura, chiude ogni spazio lasciato vuoto nel corso della prima frazione dal compagno di reparto Tortora, “libero” in tutti i sensi di contribuire alla manovra offensiva con la massima libertà. Ottima poi l’intesa nel corso della ripresa con il monumentale Castagnola di ieri sera, con cui costituisce una cerniera difensiva di grandissima sostanza. Ma ciò che più gratifica lo staff tecnico è la continuità messa in mostra ieri sera sotto il profilo della corsa che permetterà al mister, in giornate sgombre da defezioni, di schierare il Prof nel suo ruolo naturale di metronomo, in quella posizione in cui Michele può e deve illuminare il gioco con il genio catanese che lo contraddistingue.

Castagnola Matteo 10:
Epica partita del jolly livornese, giunto al campo nonostante il problema al polso anche e soprattutto grazie alle esortazioni pomeridiane del diggì di cui sotto e protagonista di una partita da raccontare ai nipotini in cui Super Matte si erge a protagonista assoluto fin dai primi minuti quando ben si disimpegna nel cuore dell’attacco della New Team, con un lavoro di sostanza che permette alla squadra di salire e che sfianca i difensori avversari. Da consumato killer dell’area di rigore poi, il famelico guizzo con cui il nostro Martin Palermo si getta su un pallone vagante a metà della prima frazione scagliando verso la porta avversaria un tremendo fendente, respinto miracolosamente dal portiere avversario e ribadito in rete dall’opportunismo del pupillino. Ma ancor più significativa e memorabile la sua prestazione in quella posizione di arcigno stopper nella quale il buon Matte scala sul finire del primo tempo e in cui uno dei più esimi uomini del Biscione sulla faccia della terra si innalza ad eroe della serata grazie ad una marcatura arcigna ed implacabile con la quale chiude tutti i varchi al centravanti avversario, caricando al contempo i compagni con una grinta ed una prestanza fisica che al passare di ogni minuto lo fa somigliare sempre più alla copia bianca dell’imperioso Sol Campbell. Impressionante il numero di palloni recuperati, ma assolutamente da rimarcare in modo particolare una scivolata stilisticamente perfetta con cui salva il risultato nel finale e con cui “Sol” Matte mette in chiaro, se ancora ce n’era bisogno, come la palma di migliore in campo non possa non finire nelle sue mani in una serata che rappresenta una delle pagine più belle, se non la più bella in assoluto, della storia della New Team.

Massicci Marco 8,5:
Partita di grande generosità anche per il nostro “Massiccio” Marcone, sacrificato sull’altare dell’emergenza nel per lui inconsueto ruolo di centrocampista centrale che lo tiene lontano da quella porta che il bomber di San Benedetto ha dimostrato nelle precedenti gare di vedere con grande nitidezza e facilità. Molti i palloni recuperati e tantissimi i calcioni presi, il buon Marco, oltre ad un ottimo lavoro di sostanza in mediana, si rende protagonista nel finale di alcuni pregevolissimi scambi con il guizzante Tortora, mettendo al contempo lo zampino nel gol del vantaggio siglato dallo stesso fantasista viareggino. Chiude esausto con i nervi a fior di pelle a causa di alcune entrate poco ortodosse degli indiavolati avversari che nel finale lo prendono di mira, molto probabilmente a causa del suo talento che, a suon di dribbling, porta non di rado a far innervosire gli avversari e che dalla prossima partita tornerà ad essere funzionale al progetto al centro dell’attacco della New Team a capitalizzare l’imponente mole di gioco di una squadra sempre più convinta dei propri mezzi.

Kutufà Luigi 8,5:
Pur provato da un’aerofagia ormai cronica da mesi e che non accenna a diminuire anche complice una dieta forse troppo ricca di verdure, il Capitano stringe i denti e disputa una grande gara sulla fascia di competenza, svolgendo un prezioso lavoro di raccordo tra la difesa e l’attacco e scalando non di rado al centro per aiutare un Massicci preso tra più fuochi. Stranamente impreciso sui calci piazzati e lezioso in alcune circostanze, il kicker colma le inconsuete lacune balistiche con una grinta da vero combattente messa in mostra anche nel corso della settimana con camicie scagliate con violenza contro la porta di casa e un’esultanza alla Denis provata in più occasioni e solo rimandata al post viaggio in terra cinese che terrà purtroppo il capitano lontano dai campi di gioco per due, lunghissime, settimane. Da applausi come sempre per l’intelligenza tattica, il Capitano da il buon esempio a tutti i compagni con la sua encomiabile abnegazione svolgendo un lavoro oscuro con la ciliegina sulla torta del tiro cross intercettato dal diggì e da questi storicamente ribadito in rete di cui parleremo in seguito.

Tortora Luigi 9,5:
Partita a due facce del fantasista di Viareggio, che nella prima frazione stranamente mal sopporta le disposizioni di copertura assegnategli dal mister (ma nel recente passato rispettate con encomiabile precisione ed efficacia) lasciando con troppo frequenza scoperta una retroguardia in cui il Prof Margarone è costretto a chiudere tutti i varchi lasciati dalle fughe comunque mai banali e zeppe di dribbling e preziosismi del numero 8 della New Team. Decisamente coi baffi la ripresa, disputata nella naturale posizione di mezzapunta in cui il fenomeno viareggino illumina la platea con giocate spettacolari che lo portano a saltare con impressionante frequenza l’avversario di turno. Bellissimo il gol della vittoria con cui pareggia il conto ad una sorte beffarda che aveva voluto annullare la regolarissima rete del vantaggio segnata dall’eroico Seminara e da applausi a scena aperta alcune fughe nel finale che alleggeriscono la pressione degli indemoniati avversari e che lo portano a sfiorare altre reti in più di un’occasione tenendo al contempo la palla ben lontana dalla porta ottimamente difesa dal Leone comasco dell’equipe del presidente – Capitano Kutufà.

Carraresi Matteo 9,5+:
là dove osano le aquile di Piazza Tirana, plana anche il Pupillino con la sua grinta da condottiero indomabile, con il suo moto continuo che gli fa percorrere furiosamente un numero impressionante di chilometri sulla fascia destra, che gli fa siglare una doppietta che rappresenta un mix perfetto di opportunismo e di quella famelica cattiveria agonistica che fa parte del suo infinito bagaglio calcistico. Da applausi inoltre l’intelligenza tattica del Pupillo, capace di scalare in centro e di chiudere i varchi della difesa in più di un’occasione e di mettere in mostra un’umiltà calcistica ed un entusiasmo fuori e dentro dal campo capace di trascinare una squadra sempre più sulle spalle del bomber di Montenero. Un po’ sciupone in alcuni contropiedi nel corso della seconda frazione, il pupillino leva le castagne dal fuoco in più di un’infuocata mischia a pochi metri dalla linea di porta mostrando una duttilità tattica che respinge al mittente tutte le critiche ingiustamente piovute sulla brizzolata testa di un Pupillino sempre più indispensabile nel progetto di Mister Parola, con il risultato che Pupillo al centro del progetto risulti sempre più sinonimo di bel gioco, cazzutaggine e soprattutto risultati innegabili e sotto gli occhi di tutti con una classifica che può essere utilizzata a mo’ di “carta-canta”. Da sottolineare infine il ruggente scatto finale con cui spaventa gli avversari ricacciandoli nella loro metà campo che pone la parola fine su un match che finirà negli annali della storia di Sport League.

Donato Seminara Paolo Francesco 10, lode e bacio accademico:
il pagelliere si scusa da subito perché ogni parola, ogni racconto, anche il più esaustivo e stilisticamente ineccepibile sarebbe insufficiente a glorificare a sufficienza una serata che ha visto il diggì protagonista in modo assoluto, come e più di ogni altra volta – e pensare che stiamo parlando di un personaggio più unico ed immenso che raro nel panorama calcistico oserei dire mondiale. La partita di un meraviglioso Diggì inizia di prima mattina esortando il disfattista Tortora a non mollare, a credere in un’impresa che, fischiettando “La farfalletta” e con cazzutaggine infinita, sarebbe stata senza dubbio possibile nonostante le innumerevoli defezioni che avevano colpito la rosa. Indispensabili inoltre le sue esortazioni “colorate” che spronano il Leone ferito Matte a rompere gli indugi e a presentarsi al campo a trascinare la squadra alla vittoria, da applausi il suo arrivo a Marignano prima del mister e del capitano, con il diggì guardiano di casa abbandonato anche dal Kaiser. Da ricordare anche la cena, in cui il diggì smentisce categoricamente una fama di “nostalgico” piovuta chissà come sul suo capo, proprio lui amante della Costituzione, ferreo difensore della sua integrità, proprio lui che si ispira al Conte Camillo Benso e che nel defunto Partito D’Azione vede ben rappresentati i suoi ideali e le sue convinzioni più profonde. Il fisico è debilitato da un’influenza che sta per arrivare, ricacciata a stento da una tachipirina e da una cena in cui la pasta del capitano è abbinata alla consueta vodka corretta caffè e ad un cognac che si rivelerà decisivo per temprare ancor di più una cazzutaggine, un ottimismo ed una grinta incrollabile che sconfiggerebbero anche la peste, figuriamoci una banale influenza. Aiutato da una maglia di allenamento del San Chiaffredo sotto la divisa e da una sciarpa dell’Inter al collo, il diggì giunge al campo con tanto di foglio di iscrizione ma soprattutto di un treppiede da professionista, montato nel prepartita con uno stile davvero da applausi e testato nel corso della prima frazione con la macchinetta che lottando contro il freddo immortalava il maggior numero possibile di istanti di gioco. Ma il nostro diggì non era venuto solo al campo per fini dirigenziali e motivazionali come sempre, il diggì era al campo nelle vesti di giocatore, con tanto di maglietta numero 14 alla Johann Cruyf, pronta a volteggiare per il campo con l’indistinguibile corsa frenetica fatta di un numero infinito di piccolissimi passi. Ad inizio secondo tempo arriva finalmente il momento del Diggì, gettato nella mischia al centro dell’attacco, a svolgere un lavoro oscuro di furente pressing. Ma il diggì non si limita al compito da “cane pazzo” assegnatogli dal mister, il Diggì ha in mente ben altro e al quinto della seconda frazione di gioco intercetta un tiro – cross del Capitano destinato tra le braccia del portiere ottimamente piazzato sul primo pale e, con la freddezza di un veterano, calcia a rete con rabbia un pallone perfetto che viene però respinto miracolosamente dal portiere avversario. Tutto finito? Manco per sogno, il pallone respinto dall’estremo difensore avversario danza lentamente a un passo dalla linea di porta fino al palo opposto, sulla sinistra del portiere, ma il diggì è carico come una molla e con la reattività di un grillo si precipita zampettando sul pallone e con l’opportunismo famelico di Pippo Inzaghi scaraventa la palla in rete tra l’entusiasmo dei compagni. Ma il destino sa essere cinico e baro e molto spesso veste la giacchetta gialla di un infreddolitissimo direttore di gara che, tra l’incredulità generale, annulla la marcatura del diggì che a tutti era parsa regolare facendo tornare alla mente il “fallo” di confusione fischiato ad un allora parmense Fabio Cannavaro in un Juventus – Parma arbitrata dall’ineffabile De Santis.. Ma questo non basterà a cancellare i sogni della New Team con Tortora nelle vesti di giustiziere ed un diggì che stremato, torna in panchina a caricare la squadra e a svolgere il solito, incredibile, indispensabile, fantastico, meraviglioso lavoro di supporto al mister per una vittoria davvero poetica a conferma di come il “vinceremo con la poesia” più volte ripetuto dal Diggì ed il pronostico pomeridiano del dirigente Magolati (“rete di Seminara”, ribadito a più riprese) non fossero motti vuoti e privi di significati ma parole che ancora una volta si sarebbero rivelate profetiche… clap clap clap immenso Diggì!
New Team festeggiano da Woodstock!